Sabato 6 febbraio – Ancona- LA REGIONE ARRETRA, LE DONNE AVANZANO

Le donne avanzano #moltopiùdi194

https://www.facebook.com/Le-donne-avanzano-moltopi%C3%B9di194-106189208172662

Sabato 06 febbraio la rete Le donne avanzano #moltopiùdi194 scenderà in piazza ad Ancona, alle 16.30 in Piazza Roma.

Negli ultimi mesi il corpo delle donne marchigiane è stato terreno di lotta, stigma e cattive narrazioni.

Dalle omelie dei preti alle dichiarazioni della giunta Acquaroli, il messaggio è arrivato chiaro, per quanto a noi fosse già noto: una propaganda spudorata sui nostri corpi, a scapito del nostro diritto ad autodeterminarci e scegliere, a scapito della tutela della nostra salute sessualee riproduttiva.

Questa attacco non è però limitato alla nostra regione: dall’Umbria al Piemonte, dal Veneto, alla Polonia, l’estrema destra vuole riportare indietro i diritti conquistati dalle lotte delle donne.

Un programma basato sull’integralismo reazionario religioso, apertamente dichiarato al Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona del 2019: i nostri corpi come mere incubatrici di figli bianchi per la patria e le nostre vite, i nostri desideri, sacrificati sull’altare della famiglia tradizionale.

La decisione di non somministrare la pillola RU486 nei consultori, in piena violazione delle linee di indirizzo del governo e della piena applicazione della legge 194, e la rivoltante proposta di apertura ad associazioni private per il diritto alla vita sono ingerenze gravissime della Regione sul rapporto delle donne col proprio corpo; si potrebbe cadere nell’errore di considerarle emergenze, minacce imminenti, ma noi abbiamo buona memoria e nessuna indulgenza.

Noi non dimentichiamo gli anni di mala gestione delle strutturepubbliche e dei consultori da parte di giunte di centrosinistra che hanno tollerato e normalizzato tassi di obiezione di coscienza massiccia (dall’80% del maceratese e degli ospedali di Fano e Civitanova al 100% di Fermo e Jesi).

Noi non dimentichiamo che la somministrazione della pillola abortiva RU486, di fatto, non ha mai davvero preso piede se non in tre strutture: San Benedetto, Urbino e Senigallia.

Non dimentichiamo che solo il 6% delle interruzioni di gravidanza, nelle Marche, avviene con metodo farmacologico e la lettura diquesto dato si aggrava nell’attuale contesto pandemico.

Non dimentichiamo i consultori pubblici chiusi, la metastasi delle strutture private e dei movimenti pro-life.

Non dimentichiamo la stigmatizzazione del diritto ad abortire portata avanti disgustosamente sulla nostra pelle.

Per questo rigettiamo ogni tentativo di strumentalizzazione delle nostre lotte, dei nostri percorsi femministi non istituzionalizzabili e che rivendichiamo autonomi.

Non ci fermeremo qui, non ci interessa dialogare con chi ha contribuito al depotenziamento dei diritti, né con chi cerca facile consenso sfruttando la nostra voce, i nostri corpi, le nostre storie.

Rivendichiamo la costruzione di unpercorso dal basso, basato sulle buone pratiche femministe, portato avanti dalle realtà collettive che sono sui territori, che li vivono, attraversano e presidiano. Non accetteremo un ritorno allo status quo precedente, vogliamo molto di più, vogliamo #moltopiùdi194.

Vogliamo che l’IVG sia sicura, gratuita e garantita in tutte le strutture ospedaliere pubbliche.

Vogliamo che la pillola RU486 sia somministrata in tutti i consultori, in day hospital e dal personale ostetrico. Vogliamo un potenziamento dei consultori: che tornino ad essere luoghi a tutela delle donne, della loro salute, sessuale e riproduttiva; luoghi in cui le donne possano ricevere, se richiesto, supporto adeguato e laico alla scelta.

Vogliamo il ripristino della funzione dei consultori come era stata concepita dalla legge 194/78.Vogliamo gli obiettori e ogni sorta di movimento oscurantista fuori dagli ospedali e dai consultori pubblici.

Vogliamo contraccezione gratuita, educazione sessuale e di genere nelle scuole, per costruire consapevolezza, e la libertà di autodeterminarci, per ripartire dai nostri desideri.

Vogliamo un reddito di autodeterminazione per essere realmente libere di scegliere. Vogliamo modifiche sostanziali al welfare: parità salariale, congedo di paternità, servizi pubblici e gratuiti che garantiscano un reale sostegno alla genitorialità, ma vogliamo essere noi a decidere quando essere madri, senza interferenze di preti o Stato.

La genitorialità non è un obbligo, deve esseres empre frutto di scelte informate, libere e consapevoli, per tutte e tutti, anche al di fuori della famiglia eterosessuale.

Non abbiamo mai smesso di lottare e continueremo a farlo. Lo abbiamo scritto il 9 gennaio a caratteri cubitali, davanti alle strutture inadempienti di consultori e ospedali, e vogliamoribadirlo: #questaèguerra; e non ci spaventano gli assessori di turno, le dichiarazioni fuori luogo e fuori tempo di chi, in nome della difesa della vita, fa politica sui nostri corpi e sulla nostra capacità di autodeterminarci.

Il 9 gennaio, su tutto il territorio marchigiano, abbiamo lanciato un messaggio chiaro: le donne avanzano. Vogliamo partire da questo e non ci fermeremo, scenderemo in piazza anche sabato 6 marzo, alla vigilia di una data simbolo per tutt*. Lo faremo con i nostri corpi, che mai riuscirete a fermare, e con le nostre voci, che non imbavaglierete.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...