Giovedì 11 giugno – Antenna dei diritti – Diritto alla salute, comunità, territorio – Webinar

 

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L’Antenna dei Diritti di Jesi&Vallesina organizza il webinar:

“DIRITTO ALLA SALUTE, COMUNITA’, TERRITORIO – Ripensare le istituzioni di cura”

Ne parliamo con:
– Prof. LEONARDO MONTECCHI (psichiatra psicanalista, direttore Scuola di prevenzione “J.Bleger” Rimini)
– Dr. GILBERTO MAIOLATESI (psicologo, direttore comunità terapeutica “Soteria”, coordinatore progetto “Malati di niente” Jesi)
– ENRICO BOCCHINI (attivista Centri Sociali Marche)

GIOVEDI’ 11 GIUGNO ORE 19 al link:
https://csamarche.adobeconnect.com/antenna-diritti-salute/
(dalle 18.30 di Giovedì sarà possibile connettersi per le prove tecniche)
o in diretta sulla pagina Facebook dello Spazio Comune Tnt Jesi

Per info: antennadiritti@autistici.org

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Di fronte alla pandemia in corso, anche nel nostro paese si riflette sulla imprescindibile necessità di ripensare l’assistenza sanitaria, proponendo un urgente e radicale cambiamento.
Autorevoli osservatori hanno giustamente rilevato come le epidemie si possano superare puntando su una sanità diffusa sul territorio, incentrata sulla prevenzione, uscendo dalla logica dell’ospedalizzazione di massa.
Vogliamo riflettere su questi temi, partendo dalla considerazione che in questi anni il processo di aziendalizzazione della sanità pubblica ha provocato i guasti che vediamo, evidenziati drammaticamente in questi mesi.
La logica di mercato, la privatizzazione della salute, hanno portato al drastico ridimensionamento della medicina territoriale, mettendo in discussione il fondamentale diritto alla salute e alla cura, sancito dalla nostra Costituzione e filo conduttore della fondamentale riforma del 1978, che introdusse il servizio sanitario nazionale. Mettere il territorio al centro delle politiche della salute significa costruire una società più equa, incentrata sulla redistribuzione delle
risorse, dove a tutti sia consentito l’accesso ai servizi.
E’ quindi una scelta politica prima che tecnica.
Crediamo sia fondamentale affermare una visione della medicina e
della cura incentrata sulla socialità, su una relazione medico-paziente, non “gerarchica”, verticistica, dove la persona non sia un “cliente”, dove l’attività sanitaria non sia racchiusa in un’ottica “produttivista”.
Puntando su una pratica medica dove emerga il “portato sociale”. In questa ottica l’esperienza pluridecennale della legge 180 potrebbe essere un prezioso punto di riferimento, rappresentare un importante strumento di rivalutazione e trasformazione dell’impianto del sistema sanitario e, più complessivamente, delle politiche e delle prassi di cura.
Per fortuna all’interno del comparto sanitario ci sono operatori resistenti ai tagli e alle ideologie liberiste, modelli di servizio e sistemi locali sociali e sanitari, come hanno dimostrato le mobilitazioni di questi giorni.
Si tratta di puntare su una rete di presidi territoriali, punti di riferimento fondamentali in grado di far funzionare meglio un
ospedale. Presidi che nel caso degli anziani, possano essere un’alternativa alle Rsa, che durante il Covid hanno mostrato tutte le loro criticità; una piccola abitazione con poche persone è sicuramente meglio di grosse strutture spesso anonime dove l’anziano perde qualunque stimolo.
Nelle Marche le politiche sopra evidenziate si sono manifestate attraverso un graduale ridimensionamento della sanità pubblica a vantaggio del privato, con la chiusura di 13 ospedali, il taglio di 1700 posti letto e una visione della cura e della salute dove a prevalere è stata la logica economica.
Abbiamo avuto una classe politica accondiscendente verso le politiche aziendaliste, per cui la salute è un costo. Fino alla farsa in salsa squisitamente elettoralistica dell’ospedale di Civitanova, parto del duo Ceriscioli – Bertolaso, vicenda rispetto alla quale ci sarebbe da ridere, se non ci fossero in ballo la salute delle persone, il rispetto di medici e infermieri, e i nostri soldi.
In conclusione vogliamo confrontarci con chiunque sia interessato a queste tematiche per mettere a disposizione tutta l’intelligenza collettiva esistente in questo Paese, al fine di invertire la rotta.

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