Lo Spazio Comune

immagine30tnt1987-2017 I trent’anni dello Spazio Comune TNT

 “… non so bene non so dire come nasca quel calore certamente so che brucia so che arde so che freme e trasforma la tua vita no tu non lo puoi spiegare una sorte di apparente illogicità ti fa vivere una vita che per altri è assurdità ma tu fai la cosa giusta te l’ha detto quel calore che ti brucia in petto è odio mosso da amore, da amore …”

(Da “Curre Curre Guagliò” 99 Posse, 1993)

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Il 2017 è arrivato!

Per lo Spazio Comune Tnt Jesi sarà un anno speciale: il TRENTESIMO anno di attività!

Pochi Centri Sociali hanno un’età così avanzata: il “TNT” è stato una delle prime esperienze di autogestione in Italia, la prima in assoluto a nascere in una città di provincia, non metropolitana.

Trenta anni sono più di 10.800 giorni vissuti insieme da migliaia di persone che lo hanno attraversato partecipando ad un incalcolabile numero di iniziative, concerti, dibattiti, assemblee, feste, spettacoli teatrali, cene sociali, manifestazioni, cortei, azioni di solidarietà, attività sportive popolari, laboratori di ogni genere, carovane che hanno portato aiuti nei campi profughi, progetti di cooperazione internazionale, mercatini di produttori locali, mostre d’arte, produzioni musicali, trasmissioni radio, iniziative e mobilitazioni sulle problematiche del lavoro, della precarietà, della scuola, della salute, dell’ambiente, dell’antirazzismo e dell’antisessismo, per il rispetto di ogni diversità… l’elenco sarebbe lunghissimo: un vero e proprio motore di produzioni culturali e di attivismo sociale e politico, contro e fuori dalle logiche classiche di partito e di mercato.

Pensiamo che il TNT sia parte della storia della nostra città, una storia importante che abbiamo deciso di scrivere per poterla conservare, ricordare e tramandare. Una storia che è patrimonio collettivo, prodotto di più generazioni che si sono succedute e sono state in grado di rinnovarsi sempre, passando per quattro sedi diverse, resistendo ad ogni tentativo di chiusura e di messa a tacere, mantenendo viva la propria voce critica, sforzandosi sempre di interpretare il presente per trasformarlo e renderlo più giusto, più umano. Pensiamo di pubblicare un libro multimediale che raccolga le testimonianze, i ricordi, le immagini di questa storia, un libro di cui ognuno si senta autore perché la storia del TNT è stata fatta e vissuta da tanti e tante, tutti insieme, una storia che vorremmo scritta da tutte le mani che l’hanno costruita giorno dopo giorno, anno dopo anno. 30 anni meritano un regalo speciale!

Inviaci le tue foto, i tuoi ricordi scritti, racconti di episodi particolari che hai vissuto, volantini, locandine, manifesti, articoli di giornali…. Se hai avuto un ruolo attivo di organizzatore o sei stato/a un/una attivista, partecipante al comitato di gestione o semplicemente frequentatore/trice occasionale, raccontaci le tue impressioni, gli aneddoti, i momenti particolari, i tuoi incontri, i tuoi amori e i tuoi rancori… Raccoglieremo il tutto e lo pubblicheremo, anche (se vuoi) riportando il tuo nome, in un libro multimediale che regaleremo al Centro Sociale per il suo importante compleanno!

 

_ Invia il materiale sulla pagina facebook dello Spazio Comune o via mail all’indirizzo libreriaindipendentesabot@gmail.com. _ Oppure puoi portarlo direttamente a mano ogni martedì dalle 17.30 alle 19.30 presso la Libreria Indipendente SABOT, all’interno dello Spazio Comune TNT o durante le iniziative

… 30 anni sono passati, tanti altri ancora da passare… sempre mossi da amore!

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La storia del Centro Sociale Autogestito TNT, nato nel 1987 a Jesi passa per ben tre occupazioni e si interrompe con la nevicata del febbraio 2012, quando crollò interamente il tetto dello stabile di Via Politi e tutto ciò che si era accumulato in tanti anni di cooperazione sociale andò distrutto. Dopo il crollo, nella ricerca di uno stabile alternativo, abbiamo preso coscienza degli effetti drammatici della politica di dismissione del patrimonio pubblico: nel 2006, con la costituzione della società di cartolarizzazione “Progetto Jesi s.r.l.” il Comune, al fine di risolvere aggiustamenti nel bilancio, mette in vendita (e perde) gran parte delle proprietà immobiliari in suo possesso. Tra queste Villa Borgognoni e la palazzina di Via Gallodoro ex sede ASUR. Questa politica di privatizzazione ha sottratto spazi importanti, patrimonio comune della città, all’uso collettivo e sociale tanto che ad oggi non esiste una risposta per le tante realtà associative e culturali che ne fanno richiesta. Non solo: la crisi del mercato immobiliare crea un ulteriore rischio nella possibilità di messa in svendita degli immobili che lascerebbe spazio a possibili speculazioni. Noi abbiamo scelto, ad aprile del 2012, nella nostra emergenza di “senza tetto” di entrare in uno di questi stabili, tenuto in stato d’abbandono e in attesa (dal 2006) di un improbabile acquirente. Da quel momento il Centro Sociale conosce una radicale evoluzione attraverso un’ apertura alle realtà sociali e culturali della città, diventa lo spazio in cui prende vita un luogo di aggregazione, condivisione e cooperazione.logos-sca

Un vero e proprio laboratorio di produzione di cultura indipendente nel quale si intrecciano volontariato, impegno nel sociale, sport, arte in tutte le sue forme d’espressione, in una sinergia che sta producendo vera forza creativa che dal basso sviluppa idee, progetti e vere e proprie alternative all’interno delle problematiche della crisi. Nessuno immaginava quanta ricchezza, sommersa nel vuoto di spazi della nostra Città, potesse emergere e diventare vero e proprio motore propulsivo di nuove forme del “fare comune”. Da qui il passaggio da Centro Sociale a Spazio Comune. La nostra volontà è di restituire questo stabile alla libera fruibilità della città, farlo crescere e vivere come spazio indipendente e partecipato. Lo Spazio Comune Autogestito può essere una risorsa importante, che si valorizza sul piano sociale e culturale invece che su quello del profitto privato. L’Amministrazione Comunale, in qualità di “socio unico” di “Progetto Jesi s.r.l.”, può fare una scelta: tutelare gli spazi sociali sottraendoli alla cartolarizzazione e riconoscere la valenza, ancora più preziosa in un tempo di crisi come quello attuale, della produzione culturale indipendente come ricchezza da non disperdere.

Lo Spazio Comune è BENE COMUNE da difendere: per questo si è costituito un coordinamento che si incontra ogni Lunedì alle 18,30.

Lo Spazio Comune è un bene comune, quindi anche tuo!

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