Da lunedì 23 gennaio – CINEMATROFIO – cinemasenzaprecedenti sezione or-rido

CINEMATROFIO2

Spazio Comune Tnt Jesi e collettivo dccc presentano

CINEMATROFIO – cinemasenzaprecedenti sezione or-rido

Lun.23 Gen – “Braindead”, di Peter Jackson, 1992
Lun.30 Gen – “Tokio Gore Police”, di Yoshihiro Nishimura, 2008
Lun. 6 Feb- “Pink Flamingos”, di John Waters, 1972
Lun. 13  Feb – “Taxidermia”, di Gyorgy Pàlfi, 2006
Lun. 20 Feb – “R100”, di Hitoshi Matsumoto, 2013
(tutti gli appuntamenti inizieranno alle 21.30 presso lo Spazio comune)

“L’immane proposta di immagini torbide, cruente, fecali e disturbanti, materia prima dei film trash-splatter, esaspera l’orizzonte dell’arte contemporanea, nel suo esercizio di deflagrazione delle forme elevate, di denuncia dell’incipiente estetizzazione del mondo, di demistificazione del patrimonio umano nelle società occidentali.
Ma questa capacità trasgressiva e dirompente dell’arte, sembra oggi venir annichilita : l’informe, il disgustoso, lo scioccante sono figure sempre più sfruttate dall’industria culturale. Riabilitate quali specifici dispositivi di godimento, esse sembrano le ultime vestigia di rapimento estatico (più che estetico) di una umanità estenuata e sovra-sollecitata dai suoi simulacri.
“La perversione stessa fa parte del funzionamento della macchina economica attuale” … scriveva Klossowski.
Per questo, ogni sedizione implicita in tali “presentazioni” (del perverso, dell’osceno…) assume un carattere conservativo e compromissorio.
Sono immaginari che presentano il degrado della materia umana cresciuto all’interno della sua stessa infaticabile opera di “umanizzazione”.
Cercheremo di interrogarci sullo statuto dei corpi e del desiderio in relazione ai regimi economici e disciplinari attuali, sulla perdita della capacità eversiva dello choc (il dispositivo artistico più adottato nella modernità ), sulla validità dei segni e dei simboli nel loro tentativo di rinvenire realtà occultate dai linguaggi ufficiali attraverso un registro (quello immaginario) che, penetrato nel nostro scenario individuale e collettivo, ci rende impossibile il discernimento tra la dimensione del vero e del falso, dell’autentico e della copia, del reale e del virtuale.
Quanto l’immagine può ancora adempiere alla sua funzione di denuncia, disvelamento, rottura e inaugurazione, una volta assolta nel mondo dello spettacolo e veicolata da un mezzo (tecnologico e multi-mediatico) in grado di determinare e tramutare la nostra esperienza con i segni, il linguaggio, la percezione della realtà?
Qual’è lo statuto del fruitore di fronte a questo dispiegamento esorbitante di artefatti? Il fascino per il mostruoso agisce unicamente per la sua mera prodigalità e super-dotazione, o ancora, dal raccapricciante, dall’osceno, dallo scabroso, possiamo rinvenire una dimensione di senso in grado di problematizzare la nostra prerogativa, storicamente situata, di esseri umani?”

Facebook event: https://www.facebook.com/events/266274720453573/?notif_t=plan_user_invited&notif_id=1483727500922236

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