La gestione dei rifiuti a Jesi – Lettera aperta al Sindaco

rifiuti15 dicembre 2016

Egregio Sindaco,

Le scriviamo in quanto cittadini di Jesi sinceramente preoccupati delle decisioni che l’Amministrazione Comunale dovrà assumere nell’immediato futuro riguardo alla gestione dei rifiuti.
Da anni, attraverso l’impegno delle nostre Associazioni, ci occupiamo di tale materia, in particolare da quando, nel 2007 invitammo a Jesi Paul Connett, Professore di biochimica all’ Università ST. Lawrence di Canton nello stato di New York, il quale tenne una conferenza che fu per noi illuminante sulla possibilità di rivoluzionare la gestione dei rifiuti, puntando sul riciclo, evitando discariche ed inceneritori nocivi per la salute e per l’ambiente.
Abbiamo iniziato così, attraverso varie iniziative di sensibilizzazione, a stimolare le precedenti amministrazioni per attivare la raccolta differenziata nella nostra città. Nel 2011 siamo stati soggetti attivi nella campagna referendaria per l’acqua pubblica. A Jesi ci fu una grande partecipazione democratica che vide circa il 97% dei votanti, più di 20.000 persone, votare SI al quesito n.1 che in realtà riguardava tutti i servizi pubblici ritenuti di rilevanza economica, tra questi anche quello dei rifiuti. L’esito di quel referendum, la volontà dei cittadini di togliere ai privati la gestione dei servizi fondamentali, non è ancora stato rispettato: la Multiservizi SpA, gestore attuale del servizio idrico, è in effetti una società di diritto privato.
Oggi la Multiservizi SpA , con l’appoggio di consolidate oligarchie politico-amministrative, vuole assumere anche la gestione dei rifiuti, diventando una vera e propria multiutility.
Tanti in Italia sono gli esempi negativi di tale tipo di gestione privatistica, tante le pressioni di lobby di speculatori che nei rifiuti, come nell’acqua, vedono occasioni per grassi profitti a basso rischio, visto che gli investimenti vengono effettuati con i soldi dei cittadini, costretti a farsi carico di costi sempre più gravosi per utenze di prima necessità.

Per questo motivo ci sentiamo di sostenere, dato che la gestione dei rifiuti è materia molto delicata, la posizione da Lei assunta nel chiedere il tempo necessario per ponderare al meglio la decisione, senza piegarsi alle pressioni di chi, invece, mette fretta. Crediamo che in questo momento sia importante darsi il tempo necessario per costruire una reale possibilità di fare finalmente giustizia, rispettando la volontà popolare, espressa con il referendum del 2011, che chiedeva e chiede una gestione dei beni comuni e dei servizi essenziali in forma pubblica e partecipata.
Esistono alcuni esempi, seppur rari purtroppo, di amministratori coraggiosi: a Napoli è stata creata un’azienda speciale, l’ABC (Acqua Bene Comune) che gestisce in forma pubblica il servizio idrico. Ma vogliamo anche segnalarle il caso recente del Sindaco del Comune di Rodigo, in Provincia di Mantova. Gli amministratori di questo piccolo paese che si trova sulla sponda lombarda del lago di Garda, dopo aver affidato nel 2009 ad una società pubblico-privata, la Mantova Ambiente SpA, la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti con il sistema porta a porta, avevano riscontrato fin dall’inizio una consistente lievitazione dei costi, a fronte di un servizio scarso e inefficiente. Il Sindaco si è opposto alle lobby ed ha iniziato una battaglia, che è riuscito a vincere anche in sede giudiziaria, arrivando fino al Consiglio di Stato, il quale si è pronunciato con una sentenza che potremmo definire rivoluzionaria “…..un’autorità pubblica può adempiere ai compiti di interesse pubblico ad essa incombenti mediante propri strumenti senza essere obbligata a far ricorso ad entità esterne”. Il Sindaco di Rodigo è così riuscito a riprendersi in mano la gestione del servizio attraverso personale, mezzi e strutture propri del Comune.
L’orientamento espresso dal Consiglio di Stato stabilisce che i Sindaci hanno la possibilità di gestire in proprio anche il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in quanto servizio essenziale, magari coordinandosi con altri comuni del territorio per superare un’organizzazione troppo frammentata, emancipandosi così dalla cosiddetta concorrenza del mercato, che ormai nel settore dei rifiuti è caratterizzata da un monopolio fatto di ben precise e individuabili lobby.
Oggi la produzione e la gestione dei rifiuti all’interno di un paese viene considerata sempre più come un indicatore in grado di misurarne il grado di civiltà e di benessere. La gestione corretta ed efficiente dei rifiuti può aumentare il livello di benessere dei cittadini solo se tale servizio è orientato al bene comune e non al profitto, pensato per rispettare la salute e l’ambiente e non per incrementare speculazioni e rendite parassitarie.

Le chiediamo, quindi, di avviare un percorso realmente partecipato che possa portare ad una scelta condivisa con la città. Da parte nostra intendiamo dare il nostro piu ampio contributo in questo percorso, convinti, come siamo, che garantire la gestione pubblica del servizio costituisca una priorità a tutela della nostra città e dei suoi cittadini che in essa vivono.
Auspichiamo che la nostra comunità cittadina possa diventare capofila di una battaglia di civiltà e di democrazia a difesa dei beni comuni, per la quale tutti dovremmo sentirci pronti a mobilitarsi e ad intraprendere le iniziative necessarie.

Lettera firmata da Spazio Comune Autogestito TNT e Ambasciata dei Diritti – Jesi

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