Domenica 15 maggio – Presentazione libro “Sebben che siamo donne”

 Domenica 15 maggio – Presentazione libro “Sebben che siamo donne”

ore 18,30

15 maggio tnt

Un incontro, con letture e immagini, per conoscere le storie delle donne che hanno scelto il percorso rivoluzionario.
Un’occasione per ascoltare e dialogare con Silvia, quella Silvia che molti di noi hanno sostenuto con i movimenti a favore della sua liberazione.
La storia di Silvia, come quella di altre donne come lei, è una storia di forza, di resistenza e di speranza!

Per molto tempo Silvia non si è sentita pronta ad affidare alla pagina i suoi ricordi. L’occasione giusta è arrivata con Paola Staccioli che le chiese di contribuire alla stesura del libro:

“Sebben che siamo donne, storie di rivoluzionarie.”

“Questo libro è nato per dare un volto e un perché a una congiunzione. Nel commando c’era anche una donna, titolavano spesso i giornali qualche decennio fa. Anche. Un mondo intero racchiuso in una parola. A sottolineare l’eccezionalità ed escludere la dignità di una scelta. Sia pure in negativo. Nel sentire comune una donna prende le armi per amore di un uomo, per cattive conoscenze. Mai per decisione autonoma. Al genere femminile spetta un ruolo rassicurante. In un’epoca in cui sembra difficile persino schierarsi «controcorrente», le «streghe» delle quali si racconta nel libro emergono dal recente passato con la forza delle loro scelte. Dieci militanti politiche (Elena Angeloni, Margherita Cagol, Annamaria Mantini, Barbara Azzaroni, Maria Antonietta Berna, Annamaria Ludmann, Laura Bartolini, Wilma Monaco, Maria Soledad Rosas, Diana Blefari Melazzi) che dagli anni Settanta all’inizio del nuovo millennio, in Italia, hanno impugnato le armi o effettuato azioni illegali all’interno di differenti organizzazioni e aree della sinistra rivoluzionaria, sacrificando la vita per il loro impegno. Non volevano essere eroine. Forse, avevano messo in conto la morte, come chiunque quando fa una scelta radicale. Dare e ricevere sofferenza. Non è semplice. Lo si fa perché si è convinti sia una necessità storica. Lo si fa per amore. Amore per la giustizia, per la libertà. Amore per la rivoluzione”. (da http://www.sebbenchesiamodonne.it/)

Presenta e coordina: Francesca Sellari (ass.YaBasta /TNT)

UN PO DI STORIA:

9 Novembre 1982: Silvia Baraldini viene arrestata negli Stati Uniti.
Nel Febbraio del 1984 viene condannata a 40 anni di carcere, 20 dei quali per cospirazione in attività criminose.

La sentenza raccomanda l’espiazione dell’intera pena. Altri tre anni le erano già stati inflitti per oltraggio alla Corte, per il suo rifiuto di testimoniare davanti al giudice che indagava sul Faln, movimento armato per la liberazione di Porto Rico.

Silvia Baraldini deve quindi scontare 43 anni e viene di volta in volta trasferita in vari penitenziari, tra cui quello di massima sicurezza di Lexington.
Dal 1989 sia il governo italiano che l’Unione europea sollecitano il trasferimento in Italia, che avverrà solo nel 1999 quando atterrerà a Ciampino.

Info—> http://www.sebbenchesiamodonne.it/

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