Sempre caro mi fu….

Comunicato stampa del 04 luglio 2015

LeopardiPozzo

SEMPRE CARO MI FU QUEST’ERMO…POZZO?   

                       ALTRO CHE LEOPARDI E DUSTIN HOFFMAN, A RECANATI ARRIVANO LE TRIVELLE PER LA RICERCA DEGLI IDROCARBURI.

TORCIA E TRIVELLA ALTE DECINE DI METRI IN UN’AREA DI PREGIO PAESAGGISTICO.

FORUM H2O E TRIVELLE ZERO NELLE MARCHE: SIAMO INDIGNATI, CERISCIOLI BLOCCHI IL PROGETTO!

Un pozzo per idrocarburi a meno di 2 km dal centro storico di Recanati, tra le campagne cantate da Leopardi. E’ possibile trasformare i paesaggi che hanno ispirato una delle massime menti europee in una succursale di una qualsiasi area industriale destinata alla produzione di idrocarburi? Trivelle e torce in funzione per mesi, alla ricerca dell’eldorado fossile?

Il funzionario della Regione Marche, David Piccinini (il R.U.P è Velia Cremonesi), ha stabilito lo scorso 5 novembre 2014 che un progetto di questa portata, proposto dalla società Compagnia Generale degli Idrocarburi S.p.a., immerso, come detto, nel territorio del comune del famoso spot di Dustin Hoffman che doveva far conoscere le Marche nel mondo, non deve essere neanche sottoposto alla procedura completa di Valutazione di Impatto Ambientale! Infatti, ha emanato un Decreto dirigenziale di esclusione dall’assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale. Ora, di fatto, manca solo la sigla dell’Intesa della Regione Marche per il rilascio dell’autorizzazione definitiva da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Molto presto, grazie anche al Decreto Sblocca/Sporca Italia, invece che proporre ai turisti il nostro paesaggio unico li accoglieremo con il frastuono delle trivelle all’opera. E la contemplazione dei luoghi cari al poeta dell’Infinito, il silenzio per raccogliersi davanti alla bellezza del paesaggio? Tutte cose evidentemente inutili, visto che il Decreto renziano fa diventare le trivelle di pubblica utilità e, quindi, compatibili in qualche modo con un Piano regolatore comunale che classifica quell’area come di Zona Agricola di Salvaguardia Paesistico – Ambientale.

Questi alcuni particolare del progetto:

-necessario il movimento terra con rimodellamento dei terreni per 36.600 mc di terra, di cui 13.000 andranno in discarica;

-posizionamento per mesi di una trivella e di una torre per la torcia alte decine di metri (negli elaborati non sono neanche reperibili le informazioni circa l’altezza esatta; solo la base della torcia ha un diametro di 30 metri);

-scavo di un pozzo profondo oltre 800 metri;

-il cantiere si trova in un’area classificata a rischio sismico 2 (possibilità di forti terremoti). Consigliamo vivamente di informarsi su quanto sta accadendo a Groningen in Olanda dove, a causa dei terremoti connessi allo sfruttamento di un giacimento, 152.000 case dovranno essere ristrutturate, con le scuse ufficiali del Governo olandese per aver sottostimato i rischi (http://www.reuters.com/article/2015/04/20/netherlands-gas-earthquakes-idUSL5N0XH2F720150420);

-l’area è all’interno di una zona a pericolosità frane di livello “moderato”.

Un impianto del genere costituisce, per stessa ammissione del proponente, fonte di rischio per “blow-out”, l’eruzione incontrollata di idrocarburi in testa pozzo nonché di incendi con possibile interessamento delle zone circostanti. Una delle misure di prevenzione citata come salvifica dall’azienda è l’installazione del blow-out preventer. La ditta dichiara che Non è azzardato asserire che un’eruzione incontrollata potrebbe capitare esclusivamente a causa di una contemporanea serie di errori umani e malfunzionamenti di attrezzature, difficilmente immaginabile.” Peccato che non serve l’immaginazione perché basta andare sul sito della Commissione d’Inchiesta del Governo degli Stati Uniti per scoprire che fu proprio il malfunzionamento del Blow Out Preventer ad ingigantire l’incidente del 2010 nel Golfo del Messico! E’ tutto in home-page della Commissione con tanto di simulazione di quanto accaduto in computer graphics (http://www.csb.gov/macondo-blowout-and-explosion/)!

Come Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e Campagna Trivelle zero nella Marche esprimiamo tutta la nostra indignazione per quello che riteniamo un vero e proprio attacco al territorio marchigiano e ai luoghi leopardiani.

Chiediamo una forte reazione da parte di tutti coloro che hanno a cuore la tutela dell’ambiente e della cultura del nostro paese aderendo alla Campagna Trivelle zero nelle Marche. Il presidente della regione Marche Ceriscioli a nostro avviso deve negare l’intesa e riesaminare l’intero procedimento per tutelare un paesaggio unico.

Alleghiamo un primo dossier sul procedimento.

DossierPozzoRecanati_04_07_2015

CAMPAGNA TRIVELLE ZERO NELLE MARCHE

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

INFO: 3476018652, 3683188739

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