Le Marche non staranno #maiconSalvini



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Senigallia – Salvini t’hai da’ tuffa’ su i scoj!

Cronaca veloce di un giovedì senigalliese.

14 / 5 / 2015

In meno di 24 ore, in un giorno lavorativo, in orario lavorativo, lo Spazio Comune Autogestito Arvultùra è riuscito a portare in piazza circa 400 persone.

Salvini e il suo pubblico fascio-leghista – chiusi dentro una gabbia di blindati e agenti antisommossa – sono stati per un intero pomeriggio circondati e assediati in tutti i lati della piazza. Un blocco di circa 200 persone si è concentrato a sinistra di Piazza Roma, un altro blocco di un centinaio di cittadini si sono posizionati tra Corso II Giugno e Piazza Simoncelli, una sessantina abbondante invece si è trovato a destra della piazza; mentre decine di persone sono riuscite ad arrivare fin sotto al palco di Salvini e gridare tutta la loro indignazione.

Durante il comizio, Salvini e la truppa fascio-leghista sono stati oggetto di cospicui lanci di uova, pomodori, torce e petardi, che lo hanno ripetutamente interrotto fino a decretarne il prematuro scioglimento.

Il corteo è poi continuato, attraversando tutte le vie del centro storico, tentando ci conquistare il palco leghista fino a entrare in Piazza Roma, dove poco prima che la manifestazione si sciogliesse, è stato caricato due volte dalle forze dell’ordine. Alla fine i manifestanti hanno preso il palco e lì il corteo si è sciolto.

La militarizzazione di Piazza Roma e di Corso II Giugno è stata un atto indegno: le forze dell’ordine hanno di fatto trasformato la piazza centrale di Senigallia in una zona rossa con check-point. Troppi cittadini mentre si muovevano lungo il corso, tentando di raggiungere le proprie case, sono stati controllati e perquisiti. Alcuni senigalliesi sono stati anche strattonati e violentemente allontanati senza alcun motivo.

Il cuore nevralgico della città chiuso e proibito per un intero pomeriggio non ha un precedente nella storia cittadina, neanche negli anni ’70. Questa è l’idea di città che hanno Paradisi e Rebecchini? E questa è anche l’idea della Giunta Mangialardi, attualmente in carica?

Senigallia ha dato un’ottima risposta a chi, spesato con i soldi pubblici – 15.000 euro al mese – non passa un giorno seduto al Parlamento Europeo, mentre gira a seminare per l’Italia odio, razzismo e xenofobia; costruendo il proprio profitto politico speculando sulle paure, le insicurezze e le angosce di chi in questi anni è stato impoverito dalla crisi.

A chi predica e pratica la guerra tra poveri, rispondiamo che è ora che la paura cambi fronte.

Spazio Comune Autogestito Arvultùra

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Lunedì 27 aprile – Oggi le Marche antirazziste e solidali hanno contestato il primo tour in regione di Matteo Salvini, per respingere le sue idee razziste e xenofobe, che non fanno che alimentare il clima di odio e la guerra tra poveri.

Questa mattina ad Ancona dalle ore 10 una composizione eterogenea di antifascisti e antirazzisti, italiani e stranieri, ha presidiato piazza Roma, dove era previsto l’arrivo di Salvini per le ore 12. Prima di lui sono arrivati quattro leghisti con un banchetto, a cui i manifestanti sono riusciti a portare via i manifesti. Mentre quattro camionette della celere si sono schierate in difesa della propaganda razzista, all’arrivo di Salvini è partito un fitto lancio di uova e fumogeni, che ha impedito il comizio, che si è difatti risolto in una conferenza stampa di cinque minuti. Tre cariche della polizia hanno tentato di disperdere i manifestanti, veri protagonisti della piazza, con cori e slogan a rivendicare tra l’altro un’Europa inclusiva e senza confini. Subito dopo il presidio si è spostato nel quartiere Piano, la zona di Ancona con il maggior numero di migranti e dove era prevista una visita di Salvini; qui la determinazione della piazza ha impedito anche solo che si affacciasse .

Alle 15 Salvini è arrivato all’Hotel House di Porto Recanati, anche lì atteso da una numerosa delegazione antirazzista e meticcia che lo ha immediatamente respinto. Nel palazzone del paese marchigiano sono confinate più di 3 mila persone (in un paese di circa 12 mila) di molte nazionalità differenti, in condizioni precarie. La soluzione di Salvini non è ovviamente quella di creare un’alternativa a chi non può permettersi altro alloggio, in un paesino in cui gli affitti sono molto elevati, essendo zona di turismo estivo, con case lasciate vuote per dieci mesi all’anno, ma prima di lui è arrivata la sua idea di demolire l’intero palazzo, come per i barconi nel Mediterraneo, la sua è la soluzione dell’odio verso il povero. I migranti lì residenti e i solidali allora hanno impedito il suo ingresso nel palazzo, incordonandosi nel viale di accesso, al grido di “fuori i razzisti dalle città”.

Dopo il flop di Porto Recanati, Salvini si è mosso alla volta di Macerata, dove ad attenderlo c’era ancora una volta una piazza antirazzista e antifascista, contro pochi leghisti difesi dai manganelli dello Stato. Imponente e spropositato lo spiegamento delle forze dell’ordine a difesa della xenofobia e del razzismo di Salvini: senza alcuna motivazione la polizia ha caricato la piazza a freddo e con violenza, senza riuscire però a disperdere i manifestanti che anzi sono continuati ad arrivare, determinati a cacciare Salvini e la sua politica di odio e intolleranza.

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