Blockupy Frankfurt #18M

 tnt francofor
20 / 3 / 2015
 Che l’inaugurazione della nuova sede della Bce non sarebbe stata una festa, Mario Draghi & Co. lo avevano capito già alcune settimane fa, dal momento in cui è stato completamento revisionato al ribasso il programma della giornata e la cerimonia di apertura ha eliminato dal suo protocollo la partecipazione dei capi di Stato e di governo provenienti da varie parti del mondo inizialmente prevista.

Il 18 marzo 2015 non passerà alla storia per la festa alla Großmarkthalle, ma regala a tutta Europa l’immagine che milioni di persone attendevano da anni: Francoforte assediata e in preda alle fiamme, il ventre della bestia colpito al cuore da chi in questi anni ha lottato senza alcuna discontinuità contro le politiche di austerity e la dittatura della finanza.

Dopo anni di proteste e sperimentazioni di nuove pratiche di cui Blockupy si è reso protagonista, questa volta Francoforte non è sembrata la fortezza inespugnabile degli anni passati, nonostante un dispositivo di sicurezza di quasi diecimila unità, tra polizia federale ed agenti provenienti da tutti i Land della Germania. Arrivare a protestare in massa sotto la sede della Bce è stata una conquista che va oltre il mero significato simbolico ed è stato il frutto di un lavoro continuo e duraturo che in questi anni ha portato realtà di movimento di varie nazionalità a ragionare in termini di contaminazione di pratiche, di organizzazione transnazionale, di costruzione di un lessico politico condiviso.

Il 18 marzo migliaia di persone provenienti da ogni parte della Germania e dell’Europa hanno dato vita ad una lunghissima giornata di lotta, in cui sono emerse forme composite e diverse di resistenza. Pratiche che pur portatrici di background politici multiformi, hanno sinergicamente contribuito alla moltitudinaria produzione di senso espressa dal 18m, che ci parla di un’Europa in cui crisi e conflitto sociale sono in continua dialettica tra loro. La potenza che si sprigiona dalle strade e dalle piazze di Francoforte ha costretto lo stesso Draghi a delegittimare se stesso, dichiarando di comprendere le ragioni dei manifestanti.

Non è ancora spuntato il sole quando circa seimila persone si riversano ai cinque meeting point da cui partono altrettanti blocchi della città. Ogni blocco fa riferimento ad un colore diverso in un complesso che rappresenta l’immaginario rainbow che si oppone al grigiore monocromatico dell’austerity. Alle sei del mattino Francoforte è completamente paralizzata e le sue vie d’accesso principali sono bloccate dagli attivisti.

Durante le prime ore del mattino alcuni blocchi si trasformano in cortei spontanei per le vie della città, altri si trasformano in vere e proprie barricate che proteggono gli attivisti dalla polizia, che non esita a far uso di idranti ed altri pesanti dispositivi di deterrenza, nel tentativo, malriuscito, di disperdere i manifestanti. Osservato speciale è il “blocco blu”, formato in gran parte da attivisti italiani e tedeschi appartenenti alla Comune d’Europa, che ha prima interrotto l’accesso all’autostrada che porta direttamente alla nuova sede della Bce e poi occupato i binari nei pressi della stazione centrale prima di essere attaccato con cariche e idranti.

Dopo essersi spostato con velocità in diversi punti della città il blu-block è stato accerchiato dalla polizia che ne ha impedito qualsiasi spostamento nonostante alcuni tentativi, da parte degli attivisti, di spintonare il cordone di agenti e riconquistare la libertà. Un accerchiamento durato alcune ore, dove gli attivisti hanno opposto resistenza prima di essere trascinati ad uno ad uno ed arbitrariamente identificati, mentre migliaia di manifestanti appostati nelle zone limitrofe chiedevano a gran voce la loro liberazione. Il blocco è riuscito a ricompattarsi ed a raggiungere attraverso un corteo spontaneo, a cui si sono aggiunte centinaia di persone, il punto d’incontro della manifestazione pomeridiana.

Qui è cominciata la seconda parte della giornata, che ha visto scendere in piazza oltre ventimila persone, per niente intimidite dalle tensioni della mattina e soprattutto dai numerosi arresti compiuti dalla polizia (il numero ufficiale è ancora imprecisato, ma i media tedeschi parlavano di oltre 350 persone arrestate). Il corteo, aperto dalle realtà di movimento tedesche ed internazionali che riportano in piazza l’immaginario rainbow della mattina, ha percorso le strade del centro di Francoforte per terminare nella piazza dell’Opera.

Dal sound-system parla anche Naomi Klein che compie una mirabile sintesi della giornata. “”Voi siete i veri devastatori. Voi non bruciate le auto, voi bruciate l’intero pianeta, noi non ve lo permetteremo!”, dice riferendosi ai signori della Bce. Si è così conclusa una giornata storica per i movimenti europei anti-austerity, culmine di un percorso iniziato oltre tre anni fa attorno alla coalizione Blockupy, che per la prima volta ha consentito a tanti e tante di praticare realmente un’Europa dei conflitti, oltre ogni evocazione di rito e di posizionamento.

E’ sempre più evidente che lo spazio europeo non rappresenta solamente uno sfondo, ma diventa lo spazio minimo di rivendicazioni sociali e conquiste politiche, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno segnato l’azione della Bce e della Troika, sia riguardo alle misure di QE sia rispetto al ricatto nei confronti del popolo greco.

Nello spazio europeo, il 18 marzo i movimenti sociali esordiscono da protagonisti, dando finalmente forma alla dimensione sovranazionale del conflitto, in termini di organizzazione, partecipazione, radicalità, capacità di proposta politica. E’ un debutto che può rappresentare uno snodo fondamentale, che può aprire a un tempo nuovo dove poter realmente attivareun processo costituente in cui abbia cittadinanza chi vuole destituire dal basso la governance finanziaria e lottare per un’Europa fondata su una democrazia senza capitalismo, sui diritti, sulla redistribuzione della ricchezza.

Redazione Global Project

tnt oggi

 18 / 3 / 2015

Nel giorno dell’inaugurazione della nuova sede della BCE (Banca Centrale Europea), migliaia di persone da tutta Europa sono arrivate a Francoforte per una serie di azioni transnazionali e di blocco in alcuni punti nevralgici della città che sono iniziate all’alba.

Centinaia di attivisti italiani e tedeschi si sono ritrovati a partire dalle 5.00 al punto d’incontro per creare uno dei blocchi che ha caratterizzato questa prima parte della giornata di mobilitazione.

Il blocco blu, organizzato principalmente dalla Comune d’Europa, tra Interventionistische Linke e lo Spazio Politico Comune, ha bloccato una delle arterie principali, un’autostrada che portava alla sede della BCE, la nuova Eurotower (costata un miliardo e 400 milioni di euro). Dopo il blocco, nonostante diversi momenti di tensione con la polizia e il grande dispiegamento delle forze dell’ordine, si è riusciti ad arrivare ai piedi della torre.

I colori delle varie resistenze europee, rappresentati dal passamontagna arcobaleno, hanno voluto portare un messaggio di solidarietà, per poter costituire dal basso un nuovo tipo di Europa, un’Europa che possa parlare finalmente il linguaggio della democrazia senza capitalismo, dei diritti sociali, della libertà di movimento. Con tutto questo portato, dicono gli attivisti “ci ritroveremo assieme a tutti gli altri blocchi per il resto della giornata, fino al grande corteo che si terrà nel pomeriggio”.

Si è poi cercato di raggiungere un altro blocco in città, facendo un corteo spontaneo durante il quale altri attivisti si sono aggiunti allo spezzone.

Mentre si stava raggiungendo il meeting point per prepararsi alle azioni della tarda mattinata e al grande corteo pomeridiano, il blocco è stato spezzato in due dalle forze dell’ordine. Rimasta solamente la componente italiana i manifestanti sono stati circondati per ore dalla polizia.

Seduti a terra, come forma di resistenza passiva a questa decisione arbitraria e ingiustificata della polizia, gli attivisti sono stati tutti identificati, molto spesso anche con metodi violenti. Intanto il gruppo era stato raggiunto da migliaia di manifestanti che chiedevano la loro liberazione.

Ai diversi blocchi hanno partecipato circa 6.000 persone.

Nel primo pomeriggio dal palco nella piazza del concentramento del corteo tra i tanti interventi anche quello di un’attivista della delegazione italiana: “Comunardi e Strikers oggi hanno bloccato la festa all’#ECB portando i colori di chi non ha voce! Il rainbow block ha dimostrato che l’Europa dell’austerità non è l’Europa dei popoli. “Il capitalismo è in crisi permanente”, ha dichiarato la portavoce.

L’ultimo intervento, prima della partenza del corteo, è stato quello di Naomi Klein che dal palco di Blockupy afferma “la lotta contro l’austerità e il cambiamento climatico dovrebbe essere una e la stessa per tutti”. Alla Banca Centrale Europea si rivolge con parole forti: “Voi siete i veri devastatori. Voi non bruciate le auto, voi bruciate l’intero pianeta, noi non ve lo permetteremo!”

Il corteo prende corpo. In testa i colori che nella mattina hanno dato vita ai blocchi attorno alla BCE formando il rainbow block.

La manifestazione contro la BCE, simbolo del potere finanziario in Europa parte affermando molto chiaramente che la giornata di oggi non può essere limitata solamente a Francoforte e alla Germania. Al contrario essa dimostra inequivocabilmente la netta e determinata presa di parola di tutta quell’Europa che non è più disposta ad accettare diktat dalle oligarchie finanziarie e dai potentati economici.

Oggi a Francoforte e domani tornati nei nostri quartieri, sulle strade delle nostre città siamo e saremo la “grande bellezza” ribelle d’Europa.

tnt 18marzo

18 MARZO FRANCOFORTE

DALLE MARCHE A FRANCOFORTE BLOCCHIAMO L’INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE BCE

BASTA AUSTERITA’! FERMIAMO LA TROIKA!
Let’s take over the party! See you on the barricades!

I Centri Sociali delle Marche organizzano la partecipazione

Info partenze: tel 347/5279729 email info@glomeda.org
– Ancona
– Falconara
– Senigallia
– Jesi
– Fabriano
– Pergola
– Fano
– Macerata
– Civitanova Marche

‪#‎18M‬ Communards of Europe, see you on the barricades!

Lo Spazio Politico Comune aderisce all’appello della Comune d’Europa e organizza i pullman per raggiungere in maniera organizzata, pubblica e collettiva la città di Francoforte in occasione della giornata di azione e della manifestazione di Blockupy.

Pace, giustizia e libertà. Non solo parole ma prospettive, a difesa delle quali i comunardi parigini eressero le barricate il 18 marzo del 1871.

Pace, giustizia e libertà. Ancora parole, ancora più prospettive, emerse dal sangue dell’olocausto novecentesco e scritte, a futura memoria, nelle costituzioni repubblicane e antifasciste.

Pace, giustizia e libertà. Di nuovo, parole e prospettive fondative, costituenti di quel patto mai scritto, frutto della lotta di classe, tra capitale e lavoro nel tempo e ai tempi dell’orda d’oro.

Oggi, che la pace è messa sotto assedio ad est e a sud dei confini europei; che il welfare e le sue “politiche di benessere” sono state trasfigurate in un sempre più insopportabile “workfare” di sacrifici, lacrime e sangue; che la libertà affoga ogni giorno, insieme alla dignità, nel mar Mediterraneo; cosa resta dell’Europa?
Ai piani alti, nel mondo di sopra, ci dicono che l’Europa è questa, una torre eretta nel centro della capitale finanziaria – voi la chiamate Francoforte, a noi piace chiamarla Gotham City – ad affermare l’essenza demiurgica della moneta. Il verbo non si è fatto carne, ma capitale finanziario: rendita, speculazione, sfruttamento.

Il 7 gennaio, quando “l’ospite sgradito” ha (ri)battuto un colpo, l’Europa ha drammaticamente accelerato i suoi passi verso la notte che l’attende. Il fronte è immediatamente apparso chiaro, molto meno il suo magistrale inganno. Da una parte i governi dell’austerità a difesa dell’ipocrisia criminale dell’occidente, dall’altra le due facce del terrore, l’islam politico wahabita di Isis e/o Al Qaeda e il neofascismo nazionalista e xenofobo della Le Pen e/o di Salvini.
Disvelare l’inganno vuol dire affermare che tra neoliberismo e terrore non c’è antagonismo ma complicità. Disvelare l’inganno è tracciare un’altra via, che sappia percorrere la strada tortuosa dell’alternativa, coniugare la prassi destituente e quella costituente, nonché maneggiare con sapienza la parola e il fuoco. Così come Atene. Così come Kobane.

Il 18 marzo partiremo dalle nostre città, pubblicamente, in pullman, in carovana. Attraverseremo le frontiere d’Europa – oltre Maastricht, oltre Schengen – per arrivare a Francoforte e cingere d’assedio la nuova torre della BCE nel giorno della sua inaugurazione. E’ tempo di rivendicare salario minimo europeo, reddito garantito e un welfare universale; ma è anche tempo di ripensare nella sua essenza l’Unione Europea, le sue istituzioni anti-democratiche e la cooperazione internazionale, in modo che diventi uno spazio di giustizia sociale omogeneo e superi tutti i livelli di disuguaglianza economica e politica che ci sono tra il Nord e il Sud del Continente.

Centoquarantaquattro anni fa, altri europei eressero barricate, dichiararono la Comune e, come prima cosa, spararono sugli orologi della vecchia Parigi. Un tempo nuovo. Un mondo nuovo. Una nuova forma-di-vita liberata dallo sfruttamento.

Quel tempo è il nostro tempo. Ancora una volta: pace, giustizia, libertà! Avanti comunardi d’Europa! See you on the barricades!

Spazio Politico Comune

Comune_Parigi

Un invito della Comune di Europa a costruire in tanti e tante la giornata del 18 marzo a Francoforte.

 18 / 2 / 2015

Benvenuti in una nuova era di lotte contro il regime della crisi e dell’austerità. Non vogliamo dilungarci: è già stato detto abbastanza. Ovvio, c’è ancora molto da discutere e prendere in considerazione. Ma alla fine ora è il momento di lottare.

Di recente, un segnale inequivocabile è arrivato dalla Grecia: basta povertà, degrado e tristezza. Il contrasto tra lavoratori o disoccupati e chi possiede, tra chi soffre e chi produce e sfrutta non può essere pacificato o riconciliato.

Non continueremo più su questa strada. No! La nostra alternativa non consiste nello scegliere tra le cose ci vengono offerte da chi comanda. Un’alternativa si crea laddove i popoli insorgono, producono nuove forme di socialità e attaccano i potenti. Solo facendo così il dominio tremerà. “Abbiamo recepito il segnale!”

A lungo la protesta ha assunto un carattere simbolico, il popolo ha mostrato il proprio disappunto, la propria rabbia e disperazione. L’autoritarismo e la repressione sono state per molto tempo le uniche risposte che venivano date dalle istituzioni dei potenti; la nostra complicità, insieme alla richiesta di libertà, va a tutti e tutte le/i compagn* incarcerati o perseguitati per il loro attivismo politico.  Forse il tempo della disperazione è finito. La resistenza si è reinventata e ha aperto una prospettiva costituente, che mira a scardinare il mondo e a reinventarlo radicalmente: transnazionale, dal basso, democraticamente. Vogliamo muoverci con questo spirito. Quando il sistema capitalistico scavalca la democrazia, dalle piazze europee si alza sempre più forte una potente dichiarazione: da dove siamo, vediamo una democrazia senza capitalismo. Non rappresentiamo l’immagine nichilista del nostro ordine, non abbiamo perso la speranza, la fantasia e i sogni nonostante la nostra rabbia e disperazione. Questo è il messaggio: l’alternativa è possibile solo quando c’è speranza, un percorso per una nuova soggettività collettiva, per una solidarietà universale.

Il 18 marzo la BCE vuole ridimensionare il suo momento di celebrazione, così da evitare una nuova piattaforma politica utile ad una primavera europea. In pratica: il potere resta ancora nelle loro mani. Anche se sono sulla difensiva.

Ora possiamo davvero cambiare le cose. Abbiamo bisogno di una vera resistenza europea contro il regime d’austerità, della colpa, i confini, la precarietà, i manganelli e l’esclusione.

Con l’esito delle elezione greche e ciò che accadrà in Spagna, Portogallo e altrove nel 2015, ci troveremo davanti a una nuova situazione e una nuova sfida. Ciò rende possibile una nuova offensiva, che in primis riguarderà il conflitto con la Troika e le misure di austerità da essa imposte.

C’è il rischio che questo spiraglio di opportunità venga chiuso presto,  ecco perché siamo chiamati a spalancarlo.

Alla fine, è la piazza a decidere!

Riportiamo l’offensiva greca nell’Europa tedesca e di fronte alla Bce. Dobbiamo essere un’immagine del nuovo e un attacco al passato. Sentitevi invitati, unitevi a noi a Francoforte: proprio nel giorno della Comune di Parigi, costruiamo uno spazio attivo di auto-difesa. Respingendo il ricatto “ o la borsa o la vita” diciamo ancora una volta : see you on the barricades!

E alle élites europee del capitale: “il vostro inverno comincia adesso!”

LA COMUNE D’EUROPA.

troika

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