24 gennaio 2014 Atelier68ter incontra Carlo Cecchi

atelier cecchi

Carlo Cecchi, di origine toscana, nasce a Jesi nel 1949 e lavora tra Jesi e Roma; attualmente è docente di Pittura negli Istituti d’Arte e nei Licei Artistici. Cecchi, che può essere inserito tra i pittori concettuali, incanta per la trasversalità metodologica per cui affianca parole ai disegni; dipinge e disegna forme semplici, delinea contorni a carboncino di figure che occupano spazi infiniti e oltremodo indefinibili, come lo sono le atmosfere, che seppur totalmente monocrome, esprimono un armonia positiva come se fossero coloratissime. Ne risulta un’opera in cui lo spazio, anche se apparentemente disabitato, se non fosse per la presenza delicata di alcuni soggetti, risulta immediatamente espressivo, in quanto le figure che lo abitano sono più vive e concrete che mai: anche quando si tratta di accostamenti fantastici e surreali, in cui animali da cortile come oche e conigli si accostano a mucche, pinguini domestici e alle inaspettate varietà di insetti, che nelle mani di Cecchi diventano meravigliosi esempi di un’accurata analisi scientifica. Negli anni ’70 guarda al linguaggio dei concettuali e all’arte povera, e la sua pittura, dotata di forte riconoscibilità, è l’esito di un lungo cammino di ricerca per trovare un personale modo di esprimersi. Le opere del maestro sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero, ed le sue opere sono oggetto di testi critici e saggi da parte di storici dell’arte di prestigio internazionale. Carlo Cecchi nel 2011 è tra gli artisti italiani presenti alla 54° Biennale di Venezia.

In rime spartite“, che ha affascinato associazioni, teatri e comuni ma anche pub, ristoranti ed enoteche, che ci sta portando in viaggio nelle nostre meravigliose terre marchigiane e che è appena reduce dal successo freschissimo ottenuto a Corinaldo in occasione dell’ultimo dell’anno, è un progetto culturale ideato e realizzato da Luigi Ramini e Dario Deva, che rappresenta una interessante e inedita proposta messa in atto con l’intenzione di rendere omaggio alle “arti immortali” della poesia e della musica, dimostrando quanto le stesse possano essere profondamente collegate, al punto da creare un solido connubio.

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