Questo è sciopero!

Oltre un migliaio di operai, studenti e precari paralizzano il traffico e bloccano la città. I portuali occupano il Comune, gli universitari occupano la Regione.

Come lo scorso 28 gennaio, per l’astensione dal lavoro degli operai metalmeccanici, anche oggi  venerdì 6 maggio la giornata di mobilitazione inizia presto, alle prime ore del mattino. La giornata inizia con la notte rossa del picchetto davanti alla sede dorica di Fincantieri, all’estremità sud dello scalo portuale.

Una realtà, quella di Fincantieri, che da anni è parte della vita e della storia della città tutta. Un tempo un posto sicuro, lavoro duro, da portuale, ma con la garanzia di un salario; al contrario oggi con l’ultima commessa, consegnata lo scorso 2 maggio e la prospettiva della chiusura dello stabilimento dopo mesi e mesi di cassa integrazione straordinaria.

Una realtà, quella di Fincantieri, che non ha assistito inerme ma ha reagito a difesa del diritto e della dignità del lavoro, aprendo una vertenza che da subito ha parlato a tutta la città, con il blocco del porto, il blocco dell’autostrada fino alla paralisi dello snodo ferroviario di Ancona solo pochi giorni fa.

Un percorso di mobilitazione che ha seguito e dato corpo nelle Marche a quella larga coalizione sociale che ha rovesciato la condizione comune di precarietà in condivisione di pratiche di lotta: Uniti Contro La Crisi.

Uniti Contro La Crisi: operai, precari, studenti, migranti insieme per costruire anche questa giornata di sciopero generale; uno sciopero che nell’intenzione della direzione Cgil avrebbe dovuto rispettare il consueto spartito, quello delle sfilate e dei comizi di autoincensazione.

Al contrario, uno sciopero rivendicato e strappato da una battaglia che da mesi ha attraversato il paese, dagli operai ai cancelli di Mirafiori fino agli studenti e ai precari sulle barricate di Piazza del Popolo il 14 dicembre.

Uno sciopero che fin dalla stentata indizione delle sole 4 ore di astensione si è esteso e si è fatto generale nelle proclamazioni di sciopero totale sulle intere 8 ore di numerose confederazioni e camere del lavoro territoriali.

Uno sciopero che si è generalizzato, si è fatto espressione di una grande mobilitazione popolare e della conflittualità sociale strisciante ma costantemente repressa.

Ad Ancona lo spezzone di Uniti Per Lo Sciopero a stento conteneva un migliaio di persone: la mobilitazione della rete dei centri sociali, il protagonismo dei cittadini migranti, la battaglia per reddito minimo e nuovo welfare di studenti e precari.

Studenti e precari che hanno raggiunto in ritardo il concentramento di Corso Carlo Alberto perchè, di corsa, di ritorno dagli uffici della Regione Marche occupati all’alba di questa giornata di mobilitazione.

Senza curarsi delle iniziali provocazioni del servizio d’ordine della Cgil, lo spezzone di Uniti Per Lo Sciopero si è unito al corteo sindacale praticando fin dal mattino le forme della generalizzazione dello sciopero.

All’altezza della rotatoria di Via Marconi il corteo si ferma: inizia il blocco di Uniti Per Lo Sciopero. Dalle 9.00 alle 14.00 la circolazione stradale cittadina rimarrà sostanzialente ferma a causa dei blocchi mobili dei manifestanti che invadono la statale: dopo Via Marconi, chiudono la galleria San Martino fino ad arrivare verso il centro.

Sciolto il blocco all’entrata della galleria, gli studenti e i precari incontrano gli operai Fiom che fanno ritorno dal presidio alla sede Fincantieri: un lungo applauso accoglie l’arrivo degli operai, lo stesso applauso che decine di automobilisti hanno riservato ai manifestanti al passaggio del corteo.

Camalli dorici e precari senza futuro che insieme percorrono il corso centrale della città in corteo non autorizzato, fino ad arrivare al palazzo comunale ed ottenere di entrare nonostante i cordoni della polizia.

Un enorme striscione viene calato dalla terrazza del Comune di Ancona occupata da studenti e operai: è lo striscione a difesa della dignità del lavoro a Fincantieri.

I militanti Fiom appendono lo striscione nel mezzo di cori che risuonano dal balcone fino alla piazza che ad un certo punto, all’unisono, intona ‘Bella Ciao’.

Gli ultimi interventi dal sound system, del segretario nazionale Fiom Giorgio Cremaschi, dei collettivi studenteschi e di Enza Amici per la rete dei centri sociali  dettano i tempi dell’ultimo blocco delle arterie centrali cittadine.

“Quella di oggi è una straordinaria giornata di mobilitazione.  Una giornata di mobilitazione che non rappresenta la fine ma solo l’inizio di un percorso. Un percorso comune, condiviso da chi al ricatto ha opposto resistenza e rivendicazione di nuovi diritti.”

“La segretaria Susanna Camusso parlava di uno sciopero di responsabilità a proposito dello sciopero generale di oggi. La nostra responsabilità è quella di chi, oggi, al ricatto della precarietà e della crisi ha risposto con la mobilitazione generale e il blocco dei flussi produttivi.”

A fine giornata non c’è spazio nemmeno per le provocazioni della polizia, con i due studenti universitari vigliaccamente e arbitrariamente fermati a corteo concluso e poi subito dopo rilasciati.

Quest’oggi, la giornata di sciopero generale, con le percentuali di oltre l’ 80% di astensione dal lavoro, si è affermata come una grande manifestazione di opposizione sociale che ha annullato i flussi produttivi e di creazione di ricchezza nella metropoli diffusa marchigiana.

“Dalle rivolte in Magreb e in Mashrek il vento del Sud arriva in Europa. Ricordate il 14 dicembre. Ricordate che  la  giornata di sciopero generale di oggi è solo l’inizio di una nuova stagione dalla parte dei diritti e della libertà. 

-Video della giornata


– Guarda le foto: gallery 123

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...